ll progetto de La Nazione per i lettori di domani

Le scuole ospitano i piccoli profughi

La mappa degli istituti in cui sono presenti gli studenti ucraini. Tanti problemi di carattere linguistico

La Toscana ospita circa 700 profughi ucraini negli istituti scolastici di ogni ordine e grado e la cifra è destinata a salire. La percentuale più elevata è concentrata su Firenze. Per quanto riguarda le scuole pratesi, su 180 minori arrivati solo 25 frequentano le lezioni in classe e pochi di loro con regolarità. Le scuole che hanno accolto i bambini profughi sono: la Scuola dell’Infanzia Collodi, la Primaria Pacetti, il Liceo Cicognini Rodari, l’Istituto Gramsci Keynes, l’ Istituto Comprensivo Pertini di Vernio, l’Istituto Comprensivo Bartolini di Vaiano, l’Istituto Puddu, l’Istituto Mascagni, il Liceo Copernico, le primarie Guasti e Borgonuovo, le scuole dell’Infanzia Convenevole e il Pontormo e la media Marco Polo. Dove possibile, gli studenti ucraini stanno continuando a seguire la Dad con i propri professori e compagni di classe, nella speranza di poter tornare presto nelle loro case e nella loro scuola. Il Comune di Prato ha infatti chiesto ai dirigenti scolastici di mettere disposizione delle aule speciali, materiale didattico e supporti tecnologici con i quali gli studenti potranno continuare a seguire la Dad, ma in un ambiente idoneo e non dal Centro di Accoglienza o dalla propria camera d’albergo. Sul tema accoglienza, abbiamo intervistato la professoressa Cortelli, referente dell’intercultura nel nostro istituto.

Se la nostra classe dovesse accogliere studenti ucraini quale sarebbe il modo migliore per manifestare la nostra vicinanza? «Bisogna essere il più naturali possibile, senza farli sentire troppo al centro dell’attenzione. Bisogna accogliere questi ragazzi normalmente facendo sentire loro tutta la nostra vicinanza, ma senza pubblicizzare troppo l’evento».

Quali strumenti hanno attivato le scuole per gestire al meglio l’accoglienza? «Le scuole collaborano con gli enti territoriali, in particolare con il Comune. È stato chiesto l’intervento di esperti che parlano la lingua ucraina e inoltre si stanno utilizzando laboratori di lingua italiana, facilitatori e mediatori linguistici, personale scolastico per guidare i bambini verso un primo approccio con l’italiano. Il problema è trovare facilitatori che conoscano

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